
Dopo la visione di un ottimo film, che fa molto riflettere sui temi del sogno e della realtà, del conformismo e della voglia di vivere ( quando si perde), "Revolutionary Road", tratto dall'omonimo libro dello scrittore americano Richard Yates, mi sento di lasciare la parola a Mereghetti ( il critico), con cui mi trovo d'accordo e che dice qualcosa meglio di me, soprattutto nella parte finale della sua recensione , che trascrivo:"Per lasciare nello spettatore la sensazione di aver visto non solo la storia di un matrimonio che naufraga, ma la vicenda senza tempo di un uomo e di una donna che non hanno la forza di fare, insieme e ciascuno per conto proprio, quella rivoluzione a cui allude il titolo del film e che è la scommessa di ogni essere umano: trasformare i sogni in realtà. Che non vuol dire semplicemente lasciare la asfittica provincia americana degli anni Cinquanta per Parigi, ma al contrario smettere di sognare gratis e sporcarsi le mani con la realtà. Per trasformare anche il viale di una linda villetta nei sobborghi di New York in una vera Revolutionary Road: imperfetta, ma diversa da ogni altra."
Da Il Corriere della Sera, 30 gennaio 2009

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