"Il soggetto dell’analisi è soggetto parlante, capace cioè di rendere pubblico il proprio diritto/norma senza bisogno di ricorrere al debito dell’appartenenza a nessun “clero”...la tristezza, il dolore, la sofferenza, la gioia, lo stupore, la meraviglia, il dubbio, l’incertezza e tutto il resto dell’umana emozione hanno da essere limitati, espunti: sono trattati quasi da fattori inaccettabilmente umani che non debbono avere un posto e un motivo, basta che vengano tenuti sotto controllo.In questo risiede la forza rivoluzionaria e profondamente laica della psicoanalisi: nel saper dare la parola al soggetto, permettendogli di dare un nome al proprio mondo emotivo e al proprio desiderio..."
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