mercoledì 28 maggio 2008
Nel film "Michael Clayton" di Gilroy,cui accennavo a proposito della breve apparizione di Pollack, ci sono temi eticamente forti.C'è, per esempio, quello dell'indifferenza, una grave malattia morale, che ha tante facce( e oscilla tra l'indifferenza verso i propri più autentici accordi e disaccordi e l'indifferenza verso quelli degli altri). I nodi, come ci illustra il film, possono venire al pettine anche tramite un'esplosione di follia non più trattenuta dai farmaci, ammortizzatori della coscienza. Allora la pietà ambigua verso se stessi può diventare pietà liberatrice verso gli altri.Anche su questo film riporto alcune considerazioni di Roberto Escobar, "spettatore"cinematografico del "Sole 24 Ore":Il male che noi facciamo, dice l'avvocato a Michael, è il risultato di una serie continua di scelte. E forse farebbe meglio a dire: di scelte mancate. Passo dopo passo, sì dopo sì, indifferenza dopo indifferenza, ogni dettaglio scompare, e con esso scompare la capacità di sentire e vedere, e di mettere in questione le proprie azioni. Il denaro diventa allora la misura e la giustificazione di tutto. E a questo punto, il resto non ha più valore. Proprio così fa Karen, a difesa della sua carriera: passo dopo passo, sì dopo sì, indifferenza dopo indifferenza, diventa assassina. E se qualche scrupolo la assale, ben volentieri ne sopporta il peso."
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