lunedì 22 dicembre 2008
mercoledì 17 dicembre 2008
giovedì 11 dicembre 2008
mercoledì 10 dicembre 2008
dal romanzo di Matt Haig,"Il club dei padri estinti".
martedì 2 dicembre 2008
Gli dèi sono felici
di Fernando PessoaVivono la vita calma delle radici.
I loro desideri non li opprime il Fato,
o, se li opprime, li redime
con la vita immortale.
Non hanno ombre o altri che li attristino.
E, inoltre, non esistono...
mercoledì 26 novembre 2008
martedì 25 novembre 2008
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare.
C'è chi si nasconde in un'anima pura, e vive evitando i peccati mortali. C'è chi si nasconde facendo regali e chi tutti i giorni un'azione buona.
C'è chi si nasconde in una chitarra, e canta canzoni a chi non conosce, c'è chi si nasconde in un paio di cosce e chi si fa solo i fatti suoi. C'è un uomo nascosto in ognuno di noi.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare.
C'è chi si nasconde dentro a un bicchiere, nel vino che calma il dolore e la rabbia, c'è chi si nasconde in un grande amore, chi affonda la testa giù, nella sabbia.
C'è chi si nasconde in un televisore, e passa le sere a dimenticare, il tempo la vita che non gli dà niente, il tempo la vita che tarda a finire. C'è un uomo nascosto in ogni morire.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare.
C'è un uomo nascosto dentro un lavoro, in quella tuta sporca di grasso, c'è un uomo nascosto dietro ogni passo, stanco ogni rabbia e ogni voglia di pianto.
C'è un uomo nascosto dietro la fame, in quel bidone di spazzatura, cercando magari un vecchio cartone, cercando una vita un po' meno dura. C'è un uomo nascosto in ogni paura.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare. Claudio Lolli, "Un uomo nascosto".
lunedì 24 novembre 2008
giovedì 20 novembre 2008
venerdì 14 novembre 2008
martedì 11 novembre 2008
mercoledì 5 novembre 2008

Barachk Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti.Salutiamo lui e gli americani con una frase di Martin Luther King, così come ha fatto oggi il quotidiano "l 'Unità":"Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho un sogno, oggi!"( dal discorso pronunciato a Washington il 28 agosto 1963).
venerdì 3 ottobre 2008
giovedì 18 settembre 2008
giovedì 24 luglio 2008
mercoledì 23 luglio 2008
martedì 22 luglio 2008
(fonte: Corriere del Mezzogiorno)
Carmelo Bene
lunedì 7 luglio 2008
Quante strade deve percorrere un uomo
prima che tu possa chiamarlo uomo?
E quanti mari deve navigare una bianca colomba
prima di dormire sulla sabbia?
E quante volte devono volare le palle di cannone
prima di essere proibite per sempre?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
E quanti anni può esistere una montagna
prima di essere erosa dal mare?
E quanti anni possono gli uomini esistere
prima di essere lasciati liberi?
E quante volte può un uomo volgere lo sguardo
e fingere di non vedere?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
E quante volte deve un uomo guardare in alto
prima di poter vedere il cielo?
E quanti orecchi deve avere un uomo
prima di poter sentire gli altri che piangono?
E quante morti ci vorranno prima che lui sappia
che troppi sono morti?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
venerdì 4 luglio 2008
mercoledì 2 luglio 2008
lunedì 30 giugno 2008
Trascorsero altri anni e un giorno gli sottoposi i primi saggi letterari in cui mi ero applicato forse con qualche goffaggine in un tentativo di affermare la mia originalità. Mi canzonò con dolcezza: Niente di più comune del credersi fuori del comune. E aggiunse: Le idee anche quelle che ci sembrano le più intime e personali si sottraggono al tempo come se provenissero da un originario tesoro dell'anima da cui si levi lo spirito effimero dell'essere individuale. Non siamo noi a fare le idee ma sono le idee a farci, come una pianta che darà fiori e frutti e semi per poi appassire e morire".
da Roland Jaccard, I cammini della disillusione
venerdì 27 giugno 2008
La prima l’ ho descritta in parole note
Poiché l’avete vista, come tutti l’abbiamo,
negli esempi,più o meno, di vite intorno a noi.
Ma l’altra è sconosciuta, perché ci vuol fede:
la fede nata dalla disperazione.
Destinazione, non se ne può dare;
Voi sapete ben poco finchè non giungete;
Viaggerete cieca. Ma la via sbocca nel possesso
Di quel che voi cercaste fuori strada”.
T.S.Eliot
giovedì 26 giugno 2008
Politica. «Dal punto di vista politico e giuridico, il mondo dovrebbe votare una moratoria delle leggi e delle campagne tese a non far nascere le bambine. Dal punto di vista delle sue speranze, il mondo dovrebbe mettersi ad aspettare la salvezza dalla nascita di una bambina. Una qualunque».
Adriano Sofri
mercoledì 25 giugno 2008

Ho saputo solo ora che lunedì, mentre nuotava nel mare di Itri, è morta la scrittrice Fabrizia Ramondino.Per lei il mare era stato sempre molto importante, ne ricordo la presenza in quel poco che ho letto di suo:"Althenopis" e "Storie di patio". Mi ricordo che vedevo in lei , da quello che leggevo anche in qualche intervista, una donna forte, ombrosa, non facile ma sono solo impressioni e chissà chi era Fabrizia Ramondino. Da non dimenticare, da conoscere meglio , purtroppo ora da molto lontano.
Helen Oyeyemi( autrice di "La bambina Icaro").
martedì 24 giugno 2008
lunedì 23 giugno 2008
venerdì 20 giugno 2008
giovedì 19 giugno 2008

"Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida scorta per avventura tra le petraie d'un greto, esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi; e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto. Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano, se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua, o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua e recano il loro soffrire con sé come un talismano. Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma, e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia schietto come la cima d'una giovinetta palma".
Questo è il testo della lirica di Montale, "Ripenso il tuo sorriso", proposto ieri agli studenti, in occasione dell'esame di maturità, perchè commentassero il ruolo della figura femminile e dell'amore nella poesia di Montale.Qualcuno già sapeva che non si trattava di una "fanciulla" ma di un amico o , comunque, di una figura maschile il cui ricordo offre riposo e ristoro.In effetti: "o lontano"e "dei raminghi" potevano invitare a una certa cautela.
Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi
mercoledì 18 giugno 2008
La Luna è già alta.
La vita è breve e l’arte lunga, pure
può esser breve l’arte, e interminata
Questa treccia di luce che si annoda
tra stella e stella, in cerca del suo porto.
So che ho vissuto già più di cent’anni
e sto sull’alto della torre e scruto
ogni giorno l’arrivo del messia.
Di dove non lo so, né chi egli sia,
so che giro all’intorno la lanterna
quando fa notte, e intanto scrivo e scrivo
in ogni pausa, per scaldarmi la mano.
Venne un giorno un profeta mussulmano
e mi disse una cosa amara e strana,
che proprio qui, fra queste oziose carte,
il mio messia s’è fatto la tana.
Maria Luisa Spaziani
venerdì 13 giugno 2008
sempre cercato per differenziarlo dagli altri animali, si trovi in realtà solo
passando attraverso quegli stessi animali."
L' uomo e gli animali
Uomo, la tua sventura è senza fondo.
Sei troppo e troppo poco. Con invidia
(tu pensi invece con disprezzo) guardi
gli animali, che immuni di riguardi
e di pudori, dicono la vita
e le sue leggi. (Ne dicono il fondo).
Umberto Saba
giovedì 12 giugno 2008
mercoledì 11 giugno 2008
G.Jervis
martedì 10 giugno 2008

Un amico o un nemico? Non avere mai pensato che ci fosse bisogno di lui, avrebbe significato avere una vita diversa. Il sogno di una vita diversa ha la leggerezza e l'inconsistenza dei sogni, l'inutilità delle illusioni , eppure sogniamo e abbiamo delle illusioni, quindi siamo fatti di materiale aereo e di materiale pesante .Non possiamo negarci nè l'uno nè l'altro. Forse...
venerdì 6 giugno 2008

Nel film "L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza" , la vacanza è in realtà l'esilio cui sono costretti i genitori del piccolo Mauro. L'anno è il 1970, il paese è il Brasile: è l'anno della dittatura, dei campionati mondiali di calcio, vinti dal Brasile e del cambiamento radicale di vita di Mauro e della sua famiglia. Tra scoperte dolorose e liete, anche Mauro si avvia verso l'esilio.L'ultima frase del film è la sua:"Mio padre era un esiliato. Ho capito che un esiliato è uno che fa tanto ma tanto ritardo che non arriva mai più".
giovedì 5 giugno 2008
mercoledì 4 giugno 2008
lunedì 2 giugno 2008

Che sia giusta o meno, trovo affascinante la lettura fatta, a suo tempo, da Escobar del film di Coppola "Peggy Sue si è sposata". Per esempio:"per avere signoria sul tempo, occorre far riemergere il passato nel presente, recuperare quel che siamo stati. Inconsapevoli, esposti, indifesi, ma aperti. Forse, non è il presente che paga per gli errori del passato, ma il passato che viene tradito dal presente. Forse, il viaggio di Peggy Sue rende giustizia ai diciotto anni, li ritrova, suggerisce di vivere alla loro altezza i quaranta. Che sia questo il vero happy end del film di Coppola?"
venerdì 30 maggio 2008

Dal bel film di Paolo Sorrentino, "Il divo", una frase attribuita al personaggio Andreotti:
«La nostra, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene. Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta e invece è la fine del mondo. E noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta. Abbiamo un mandato, noi. Un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa. E lo so anch' io».
giovedì 29 maggio 2008
mercoledì 28 maggio 2008

E' morto il regista Sydney Pollack.Ricordo un volto simpatico e sorridente, visto in qualche foto e in qualche filmato.Ricordo alcune sue piccole partecipazioni, come attore, in film come "Eyes Wide Shut "di Kubrick e il recente "Michael Clayton "di Gilroy. E' stato ,come si dice, un regista di successo( ha vinto un Oscar con" La mia africa") .Tra i suoi film quello che mi e' rimasto nella memoria è "Non si uccidono così anche i cavalli": c'era una giovane e bravissima Jane Fonda, una diperata gara di ballo e c'era gente alla deriva.
martedì 27 maggio 2008
lunedì 26 maggio 2008
- Ai miei tempi, per cinque marchi ti curava Freud in persona. Per dieci marchi, ti curava e ti stirava i pantaloni. Per quindici marchi, Freud lasciava che tu curassi lui, e questo includeva una scelta fra due contorni. (Woody Allen)
venerdì 23 maggio 2008
Edgar Morin, I miei demoni
giovedì 22 maggio 2008
venerdì 16 maggio 2008

"Come musicista sono un idiota e se dovessi scegliere tre parole per definire la mia intera carriera direi:"un artista fallito", ma se sapessi che il mondo sta finendo- e di questi tempi non si sa mai - correrei a incidere non tre suoni, ma tre canzoni jazz che amo moltissimo. Quelle vorrei che fossero conservate per sempre". Woody Allen
Geniale come artista ( gli accordi), fallito nella vita( i disaccordi), ossessionato dalla grandezza di Django Reinhardt:questo è Emmet Ray, il leggendario musicista di cui Allen racconta la caotica esistenza nel film che dà il titolo a questo blog.
giovedì 8 maggio 2008
Poesia di Santiago Montobbio
¿DE ¿DE PARTE DE QUIÉN?
En nombre de Dios abandonamos las señales en el aire.
Nos quedaba el vivir, el vivir sin trabas,
en nombre de nadie. No apostamos por él
(nosotros, jamás apostamos), pero éramos jóvenes
o tenían aún luz las palabras
de unos versos extraños
que el corazón cifraba.
La tarde era una niña a quien abrazábamos
riendo en la mañana falsa, y el alcohol
y su excitante plata, que luego fatiga y araña,
nos hacía andar sin camino, mas fuera de prisa.
Era dulce no tener principio y menos aún destino.
Era dulce estar en el aire, atravesar el tiempo,
ser el vivir que no sabe o sólo nace
cultivando cuerpos que dormían como naranjas buenas
tras los ojos.
Pero llegó la noche, última, terrible y sin aviso,
para segarnos las miradas y del amor dejar asfalto.
Fueron las ciudades un insomnio y cualquier alma
se hacía pequeña en sus estanques. Adiós y sangre,
adiós continuo los gestos, los verbos y los días.
No teníamos nada: ni cornisas torpes, ni palabras caducas,
sólo ciudad e insomnio, un cartón sin colores
para recortarnos en él y no tener padre.
Entonces mordimos el cartón y miramos al aire.
Qué buscábamos pájaros muertos lo saben:
un olor de mañana sobre una risa afable.
Quizá no debíamos, nosotros, los perdidos.
Pero lo hicimos, e intentamos que una lluvia volviera
sobre las derrotadas estancias, y para vivir nomás,
para vivir sin tener que hacerlo en nombre de nadie.
Hablo en plural para fingir no estar tan solo,
o quizá es que en esta noche ya soy todos.
(c) Santiago Montobbio
lunedì 5 maggio 2008
giovedì 1 maggio 2008

mercoledì 30 aprile 2008



























