lunedì 22 dicembre 2008

mercoledì 17 dicembre 2008

giovedì 11 dicembre 2008

mercoledì 10 dicembre 2008

"Esistono delle scelte.Si può dare ascolto ai fantasmi oppure no e si può pensare ciò che si vuole, dipende da noi perchè ci sono soltanto due cose che sono vere al 100 per 100 e cioè che si vive e si muore e qualunque altra cosa non è vera nè falsa, è un misto tra le due.E' entrambe. Non è nessuna".
dal romanzo di Matt Haig,"Il club dei padri estinti".

martedì 2 dicembre 2008

Gli dèi sono felici

di Fernando Pessoa

Vivono la vita calma delle radici.
I loro desideri non li opprime il Fato,
o, se li opprime, li redime
con la vita immortale.
Non hanno ombre o altri che li attristino.
E, inoltre, non esistono...

mercoledì 26 novembre 2008


dal film "Galantuomini" di Edoardo Winspeare

martedì 25 novembre 2008

C'è un uomo nascosto in ogni vestito, in ogni maschera in ogni sorriso, in ogni parola non detta, un gesto, in ogni espressione del viso. C'è un uomo nascosto in ognuno di noi.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare.

C'è chi si nasconde in un'anima pura, e vive evitando i peccati mortali. C'è chi si nasconde facendo regali e chi tutti i giorni un'azione buona.
C'è chi si nasconde in una chitarra, e canta canzoni a chi non conosce, c'è chi si nasconde in un paio di cosce e chi si fa solo i fatti suoi. C'è un uomo nascosto in ognuno di noi.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare.

C'è chi si nasconde dentro a un bicchiere, nel vino che calma il dolore e la rabbia, c'è chi si nasconde in un grande amore, chi affonda la testa giù, nella sabbia.
C'è chi si nasconde in un televisore, e passa le sere a dimenticare, il tempo la vita che non gli dà niente, il tempo la vita che tarda a finire. C'è un uomo nascosto in ogni morire.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare.

C'è un uomo nascosto dentro un lavoro, in quella tuta sporca di grasso, c'è un uomo nascosto dietro ogni passo, stanco ogni rabbia e ogni voglia di pianto.
C'è un uomo nascosto dietro la fame, in quel bidone di spazzatura, cercando magari un vecchio cartone, cercando una vita un po' meno dura. C'è un uomo nascosto in ogni paura.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare. Claudio Lolli, "Un uomo nascosto".


Claudio Lolli:"Ho visto anche degli zingari felici", una canzone ancora splendida.

lunedì 24 novembre 2008

Lo sai come si dice
che il mondo è fatto a scale
che c'è gente che scende
che c'è gente che sale
però se accetti il gioco e sei anche tu della partita
ricorda che rinunci a dare un senso alla tua vita.
da Il Mondo è Fatto A Scale di Claudio Lolli

giovedì 20 novembre 2008

venerdì 14 novembre 2008


IL METODO FRANZEN

martedì 11 novembre 2008


Addio,Miriam Makeba

mercoledì 5 novembre 2008



Barachk Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti.Salutiamo lui e gli americani con una frase di Martin Luther King, così come ha fatto oggi il quotidiano "l 'Unità":

"Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho un sogno, oggi!"( dal discorso pronunciato a Washington il 28 agosto 1963).

lunedì 6 ottobre 2008

"Quasi ogni cosa seria è difficile, e tutto è serio“.(Rilke)

venerdì 3 ottobre 2008

giovedì 18 settembre 2008

Comincia, piccolo fanciullo,

a riconoscere dal sorriso tua madre,

comincia piccolo fanciullo;

a chi i genitori non sorrisero,

nessun dio lo degnerà della mensa,

nessuna dea del suo letto.

(Virgilio: Ecloga IV,vv 60-63)

giovedì 24 luglio 2008

Daniel Pennac

E' un film da vedere

mercoledì 23 luglio 2008



Jung: “Anima, Amore e Animali giungono alla mia psiche insieme, indistinguibili, un nodo che lega anima e bestia, desiderio e divinità, anima e animale

martedì 22 luglio 2008

Quando però Eduardo è lui sulla scena, lì diventa grandissimo ed ecco allora Napoli si riconosce in lui. Mi pare che l’esame sia chiaro, perché allora fonda l'esistere. È il linguaggio, ma non è il linguaggio…non ha referente col suo scritto. Però intanto l'essere buca l'esistenza, ecco, perché siamo fatti solo della nostra mancanza. Quando l'essere in Eduardo buca, questo ça manque lacaniano, buca l'essere dei suoi scritti, a monte, buca l'esistere, l’esistenza, la fondazione del linguaggio, la mera nominazione, e la buca troppo spesso, allora riaffiorano continuamente le sue visioni, cioè l'essere riaffiora e i suoi scritti gli prendono anche la mano e bisogna aspettare i due o tre momenti di felicità sua, scenica, sua del dire, anche, dove fonda veramente l'esistenza, e lì è grandissimo. A quel punto non è più nemmeno napoletano, a quel punto si iscrive tra i grandi, tra gli astri, tra le stelle, insomma, in cielo, non è più da iscriversi in terra. I napoletani se ne accorgono, perché sono musicalissimi, e accettano la sua musicalità altissima, quando lui è in scena, altissima. E disapprovano quanto Eduardo ha scritto addosso, peggio ancora sulla carta. E’ molto semplice insomma capire tutto ciò
(fonte: Corriere del Mezzogiorno)
Carmelo Bene

lunedì 7 luglio 2008

Blowin'in the wind

Quante strade deve percorrere un uomo
prima che tu possa chiamarlo uomo?
E quanti mari deve navigare una bianca colomba
prima di dormire sulla sabbia?
E quante volte devono volare le palle di cannone
prima di essere proibite per sempre?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
E quanti anni può esistere una montagna
prima di essere erosa dal mare?
E quanti anni possono gli uomini esistere
prima di essere lasciati liberi?
E quante volte può un uomo volgere lo sguardo
e fingere di non vedere?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
E quante volte deve un uomo guardare in alto
prima di poter vedere il cielo?
E quanti orecchi deve avere un uomo
prima di poter sentire gli altri che piangono?
E quante morti ci vorranno prima che lui sappia
che troppi sono morti?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.

venerdì 4 luglio 2008

su “Rahel Varnhagen ": dall'ebraismo non si fugge, "se non sulla luna": non c'è posto al mondo che possa ospitare chi rinnega il proprio destino.

mercoledì 2 luglio 2008




Frida Khalo

lunedì 30 giugno 2008

Suona per divertimento, beato lui...
"All'adolescente che gli camminava al fianco mio padre insegnava che l'uomo che studia se stesso non soltanto si analizza ma si crea. E suggeriva di tenere un diario. A dieci anni già scrivevo.
Trascorsero altri anni e un giorno gli sottoposi i primi saggi letterari in cui mi ero applicato forse con qualche goffaggine in un tentativo di affermare la mia originalità. Mi canzonò con dolcezza: Niente di più comune del credersi fuori del comune. E aggiunse: Le idee anche quelle che ci sembrano le più intime e personali si sottraggono al tempo come se provenissero da un originario tesoro dell'anima da cui si levi lo spirito effimero dell'essere individuale. Non siamo noi a fare le idee ma sono le idee a farci, come una pianta che darà fiori e frutti e semi per poi appassire e morire".

da Roland Jaccard, I cammini della disillusione

venerdì 27 giugno 2008

“Esiste un’altra via, se ne avete cuore.
La prima l’ ho descritta in parole note
Poiché l’avete vista, come tutti l’abbiamo,
negli esempi,più o meno, di vite intorno a noi.
Ma l’altra è sconosciuta, perché ci vuol fede:
la fede nata dalla disperazione.
Destinazione, non se ne può dare;
Voi sapete ben poco finchè non giungete;
Viaggerete cieca. Ma la via sbocca nel possesso
Di quel che voi cercaste fuori strada”.
T.S.Eliot

giovedì 26 giugno 2008

Semplicemente: "Blackbird" dei Beatles

"Sopportare la vita rimane, tutto sommato, il primo dovere degli esseri umani." Leggi i commenti.
Sigmund Freud


Se lo dice un'altra persona, sembra un'osservazione meno banale e dotata di qualche autorità.


Cultura. «Occorre una rivoluzione culturale, ma non è detto che le rivoluzioni culturali debbano essere autoritarie (o peggio, tiranniche) e prendano tempi immemorabili. Noi siamo un esempio. Abbiamo abbastanza smesso di augurarci figli maschi. Ci diciamo spesso: Speriamo che sia femmina».

Politica. «Dal punto di vista politico e giuridico, il mondo dovrebbe votare una moratoria delle leggi e delle campagne tese a non far nascere le bambine. Dal punto di vista delle sue speranze, il mondo dovrebbe mettersi ad aspettare la salvezza dalla nascita di una bambina. Una qualunque».

Adriano Sofri
Proprio Fabrizia Ramondino diceva che ogni scrittore, in quanto tale, finiva per parlare sempre di se stesso, finiva cioè per essere "autoreferenziale" ( e citava, a questo proposito, un libro di Sthendal ," Ricordi di egotismo"). Autoreferenziale è un aggettivo piuttosto pesante a meno che, nella prospettiva della scrittura letteraria, non si pensi ad un'aggiunta di senso, ad una ricetta, frutto di tanti apporti, esterni e interni, in cui ogni scrittore mescola gli ingredienti in un modo particolare, servendo, alla fine, un piatto che è quello perchè lo ha "creato" così. In questa ottica , autoreferenziale si alleggerisce e accomuna l'attività letteraria a tanti altri tipi di attività, fornendo l'impressione o l'illusione o, nei casi migliori, la consapevolezza di una possibile verità della persona creatrice.

mercoledì 25 giugno 2008


Ho saputo solo ora che lunedì, mentre nuotava nel mare di Itri, è morta la scrittrice Fabrizia Ramondino.Per lei il mare era stato sempre molto importante, ne ricordo la presenza in quel poco che ho letto di suo:"Althenopis" e "Storie di patio". Mi ricordo che vedevo in lei , da quello che leggevo anche in qualche intervista, una donna forte, ombrosa, non facile ma sono solo impressioni e chissà chi era Fabrizia Ramondino. Da non dimenticare, da conoscere meglio , purtroppo ora da molto lontano.
"Se la gatta torna troppe volte a rubare il lardo, verrà il momento che la zampa le resterà presa nella trappola. Si dice per avvertire del rischio crescente che si corre nel ripetere troppe volte imprese azzardate, pericolose ecc., e soprattutto se condannabili"
Citazioni da Lello: "Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino" e "Hai vinto una battaglia oggi ma puoi perdere la guerra domani".

"Electra" di Paola Gandolfi
Alla fine non è altro che un blog di citazioni, spesso di citazioni di citazioni, il che equivale a ...
" Quanto al rapporto fra depressione e scrittura, devo premettere che non mi piacciono i testi autobiografici, i memoir. E in ogni caso penso che per scrivere sia necessario essere in uno stato di buona salute mentale. Quando ci si sente depressi, nulla va come si desidera, e qualsiasi cosa si scriva tende a essere autoreferenziale. E questa non è certo una situazione produttiva."

Helen Oyeyemi( autrice di "La bambina Icaro").

martedì 24 giugno 2008

"L'adolescenza- afferma Winnicot- è una scoperta personale durante la quale ogni soggetto è impegnato in una esperienza: quella di vivere; in un problema: quello di esistere".

lunedì 23 giugno 2008

Un omaggio a un grande della musica italiana...
" Il riconoscimento del proprio volto nella sua particolarissima conformazione ha come origine la moralità, il desiderio del vero; e come fine la moralità, la possibilità di assentire al proprio essere."

Ida Soldini

venerdì 20 giugno 2008

Paesaggio








Paesaggio trovato all'indirizzo:
http://www.seelenfarben.de

giovedì 19 giugno 2008


"Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida scorta per avventura tra le petraie d'un greto, esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi; e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto. Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano, se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua, o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua e recano il loro soffrire con sé come un talismano. Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma, e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia schietto come la cima d'una giovinetta palma".

Questo è il testo della lirica di Montale, "Ripenso il tuo sorriso", proposto ieri agli studenti, in occasione dell'esame di maturità, perchè commentassero il ruolo della figura femminile e dell'amore nella poesia di Montale.Qualcuno già sapeva che non si trattava di una "fanciulla" ma di un amico o , comunque, di una figura maschile il cui ricordo offre riposo e ristoro.In effetti: "o lontano"e "dei raminghi" potevano invitare a una certa cautela.
"Le scienze naturali, come pure le scienze sociali, partono sempre da problemi; da ciò che in qualche modo suscita la nostra meraviglia, come dicevano i filosofi greci. Per la soluzione dei problemi le scienze utilizzano fondamentalmente lo stesso metodo, quello usato dal comune buon senso: il metodo del tentativo e dell'errore. Detto più precisamente: è il metodo consistente del proporre tentativi di soluzione del nostro problema, e nell'eliminare le soluzioni false come erronee. Questo metodo presuppone che noi lavoriamo con un gran numero di tentativi di soluzioni. Una soluzione dopo l'altra viene messa a prova ed eliminata."

Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi

mercoledì 18 giugno 2008

E intanto scrivo
La Luna è già alta.
La vita è breve e l’arte lunga, pure
può esser breve l’arte, e interminata
Questa treccia di luce che si annoda
tra stella e stella, in cerca del suo porto.
So che ho vissuto già più di cent’anni
e sto sull’alto della torre e scruto
ogni giorno l’arrivo del messia.
Di dove non lo so, né chi egli sia,
so che giro all’intorno la lanterna
quando fa notte, e intanto scrivo e scrivo
in ogni pausa, per scaldarmi la mano.
Venne un giorno un profeta mussulmano
e mi disse una cosa amara e strana,
che proprio qui, fra queste oziose carte,
il mio messia s’è fatto la tana.

Maria Luisa Spaziani

venerdì 13 giugno 2008

E non dimentichiamo Anita O'Day


Karrin Alison: scoperta solo oggi! Un'onda lunga che andava assecondata con intelligenza e misura e non persa...
".. . paura che l’essenza dell’uomo, ciò che si è
sempre cercato per differenziarlo dagli altri animali, si trovi in realtà solo
passando attraverso quegli stessi animali."

L' uomo e gli animali

Uomo, la tua sventura è senza fondo.
Sei troppo e troppo poco. Con invidia
(tu pensi invece con disprezzo) guardi
gli animali, che immuni di riguardi
e di pudori, dicono la vita
e le sue leggi. (Ne dicono il fondo).

Umberto Saba

giovedì 12 giugno 2008


"La verità sulla natura, diceva Lorenz, è molto più bella di quella narrata dai poeti e gli animali sono la vera magia dell’esistenza."

"Konrad Lorenz, etologo Premio Nobel, diceva che la principale differenza tra la specie umana e le altre specie animali è l’autodistruzione, l’aggressività non diretta alla sopravvivenza."

mercoledì 11 giugno 2008

"E' qui che si forma il senso di responsabilità: nel piacere della cosa fatta, sulla base di un proprio incarico di responsabilità. E questo non è basato sulla paura, è basato sulla soddisfazione. Allora le educazioni che si basano sulle soddisfazioni del bambino nel fare le cose, invece che sulla paura di fare le cose sbagliate, sono puramente delle forme educative superiori. "
G.Jervis
Il principio di realtà e il principio di responsabilità...
"Non smetteremo mai di esplorare, e alla fine di tutto il nostro esplorare ritorneremo al punto da cui siamo partiti e conosceremo quel posto per la prima volta. "(T.S. Eliot)

martedì 10 giugno 2008


Un amico o un nemico? Non avere mai pensato che ci fosse bisogno di lui, avrebbe significato avere una vita diversa. Il sogno di una vita diversa ha la leggerezza e l'inconsistenza dei sogni, l'inutilità delle illusioni , eppure sogniamo e abbiamo delle illusioni, quindi siamo fatti di materiale aereo e di materiale pesante .Non possiamo negarci nè l'uno nè l'altro. Forse...

venerdì 6 giugno 2008


Nel film "L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza" , la vacanza è in realtà l'esilio cui sono costretti i genitori del piccolo Mauro. L'anno è il 1970, il paese è il Brasile: è l'anno della dittatura, dei campionati mondiali di calcio, vinti dal Brasile e del cambiamento radicale di vita di Mauro e della sua famiglia. Tra scoperte dolorose e liete, anche Mauro si avvia verso l'esilio.L'ultima frase del film è la sua:"Mio padre era un esiliato. Ho capito che un esiliato è uno che fa tanto ma tanto ritardo che non arriva mai più".
"Ciao!...e poi?"

giovedì 5 giugno 2008

“Non c’è una cosa che si può chiamare un bambino”, nel senso che, se volete descrivere un bambino vi troverete a descrivere un bambino con qualcuno. Un bambino non può esistere da solo, ma è essenzialmente parte di un rapporto.

(Winnicott)

mercoledì 4 giugno 2008

Aveva forse ragione Milan Kundera quando, più o meno, scriveva:"Il tempo non ruota in cerchio ma corre in linea retta, per questo gli uomini non possono essere felici, perchè la felicità è desiderio di ripetizione"?. Ma il desiderio di ripetizione non produce la coazione a ripetere, cioè una malattia? C'è qualcosa che non quadra. Le parole possono essere erroneamente applicate a situazioni diverse, bisogna andare in fondo, anche se questo "in fondo" sembra un " a fondo".

lunedì 2 giugno 2008


Che sia giusta o meno, trovo affascinante la lettura fatta, a suo tempo, da Escobar del film di Coppola "Peggy Sue si è sposata". Per esempio:"per avere signoria sul tempo, occorre far riemergere il passato nel presente, recuperare quel che siamo stati. Inconsapevoli, esposti, indifesi, ma aperti. Forse, non è il presente che paga per gli errori del passato, ma il passato che viene tradito dal presente. Forse, il viaggio di Peggy Sue rende giustizia ai diciotto anni, li ritrova, suggerisce di vivere alla loro altezza i quaranta. Che sia questo il vero happy end del film di Coppola?"

venerdì 30 maggio 2008


Dal bel film di Paolo Sorrentino, "Il divo", una frase attribuita al personaggio Andreotti:
«La nostra, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene. Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta e invece è la fine del mondo. E noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta. Abbiamo un mandato, noi. Un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa. E lo so anch' io».

giovedì 29 maggio 2008

Alcuni versi di Renè Char:
"On ne peut pas commencer un poème, sans une parcelle d’erreur sur soi et sur le monde, sans une paille d’innocence aux premiers mots."
Nel suo libro, "L'uomo che non credeva in Dio", che è un viaggio di un'anima, ad un certo punto, Eugenio Scalfari dice di essersi liberato "dalla necessità, che è sempre incombente, di trovare un senso ultimo. Non ci sono alternative alla vita e dunque il suo senso altro non è che viverla". Eppure mi viene in mente una considerazione di un altro uomo, Castoriadis, quando diceva (più o meno):" Non è di latte e sonno che gli uomini hanno bisogno ma di senso". Dunque , ad un punto avanzato del suo viaggio, Scalfari, decidendo di non cercare un senso ultimo, un senso l'ha trovato .Presumere che qualcuno sia tanto "semplice" e "innocente" da non avventurarsi nella ricerca di un senso mi sembra un atto di superbia. Presumere che esista un qualche Mr. Smith, che per qualcuno, cioè, la vita sia una passeggiata, anche questo mi sembra un atto di superbia. Ci sono tanti modi di acquistare la consapevolezza che riconcilia la mente e il mondo: a volte è persino il prodotto di una necessità materiale("c'è il rango di quelli che hanno la pancia piena e c'è il rango degli affamati". E' un'affermazione brutale ma incontrovertibile).

mercoledì 28 maggio 2008

Per chiudere questa giornata di chiacchiere, un aforisma di Karl Kraus:"Prima di dover subire la vita, bisognerebbe farsi narcotizzare."

"Doinel è scappato!"

Solo un'immagine dal film di Sydney Pollack"Non si uccidono così anche i cavalli?"
Nel film "Michael Clayton" di Gilroy,cui accennavo a proposito della breve apparizione di Pollack, ci sono temi eticamente forti.C'è, per esempio, quello dell'indifferenza, una grave malattia morale, che ha tante facce( e oscilla tra l'indifferenza verso i propri più autentici accordi e disaccordi e l'indifferenza verso quelli degli altri). I nodi, come ci illustra il film, possono venire al pettine anche tramite un'esplosione di follia non più trattenuta dai farmaci, ammortizzatori della coscienza. Allora la pietà ambigua verso se stessi può diventare pietà liberatrice verso gli altri.Anche su questo film riporto alcune considerazioni di Roberto Escobar, "spettatore"cinematografico del "Sole 24 Ore":Il male che noi facciamo, dice l'avvocato a Michael, è il risultato di una serie continua di scelte. E forse farebbe meglio a dire: di scelte mancate. Passo dopo passo, sì dopo sì, indifferenza dopo indifferenza, ogni dettaglio scompare, e con esso scompare la capacità di sentire e vedere, e di mettere in questione le proprie azioni. Il denaro diventa allora la misura e la giustificazione di tutto. E a questo punto, il resto non ha più valore. Proprio così fa Karen, a difesa della sua carriera: passo dopo passo, sì dopo sì, indifferenza dopo indifferenza, diventa assassina. E se qualche scrupolo la assale, ben volentieri ne sopporta il peso."

E' morto il regista Sydney Pollack.Ricordo un volto simpatico e sorridente, visto in qualche foto e in qualche filmato.Ricordo alcune sue piccole partecipazioni, come attore, in film come "Eyes Wide Shut "di Kubrick e il recente "Michael Clayton "di Gilroy. E' stato ,come si dice, un regista di successo( ha vinto un Oscar con" La mia africa") .Tra i suoi film quello che mi e' rimasto nella memoria è "Non si uccidono così anche i cavalli": c'era una giovane e bravissima Jane Fonda, una diperata gara di ballo e c'era gente alla deriva.

martedì 27 maggio 2008

A proposito di "Gomorra", il film di Matteo Garrone che ha ottenuto a Cannes il premio Grand Prix, riporto la conclusione della recensione di Roberto Escobar al film( si può leggere sul Sole 24 Ore, 18 maggio 2008). Dopo aver ricordato che Franco ( interpretato da Toni Servillo) è certo di avere contribuito a portare l'Italia in Europa, comprando terreni in cui nascondere scorie inquinate, un affare che gli appare normale, perchè esteriormente "pulito", Escobar aggiunge:"A parte qualche cenno di speranza che si perde sullo sfondo, il grande film di Matteo Garrone e Roberto Saviano racconta una catastrofe, appunto. E si tratta di una catastrofe clean, come dicono in America". Alcuni spettatori, confrontando il libro di Saviano con il film, hanno lamentato proprio l'assenza di speranza che, nel libro era assicurata dallo sguardo di Roberto, l'autore, testimone "pulito" interiormente.Quando un testo preesistente ha un valore, i confronti sono scontati.D'altra parte un film è altra cosa rispetto ad un libro e qui, probabilmente, una differenza forte sta proprio nell'autorappresentazione del mondo camorristico, che si racconta da sè.Perciò non c'è luce e, se c'è, è molto fioca: viene, per esempio, dal personaggio (Roberto) che decide di non lavorare più per Franco e dalla tensione del ragazzino Totò, quando gli viene chiesto di tradire ( condannandola a morte) la signora a cui era molto legato:"M0' ci penso". Ma gli rispondono:"Tu non devi pensare".

lunedì 26 maggio 2008

  • Ai miei tempi, per cinque marchi ti curava Freud in persona. Per dieci marchi, ti curava e ti stirava i pantaloni. Per quindici marchi, Freud lasciava che tu curassi lui, e questo includeva una scelta fra due contorni. (Woody Allen)

venerdì 23 maggio 2008

"Perciò l'auto-etica di cui mi faccio interprete non è affatto espressa da una norma arrogante, nè da un melodioso vangelo: essa è lo scontro con la difficoltà di pensare e di vivere. In definitiva, se vi fosse bisogno di un termine che possa racchiuderne tutti gli aspetti, credo che il suo senso possa essere solo quello della resistenza alla crudeltà del mondo."

Edgar Morin, I miei demoni

venerdì 16 maggio 2008


"Come musicista sono un idiota e se dovessi scegliere tre parole per definire la mia intera carriera direi:"un artista fallito", ma se sapessi che il mondo sta finendo- e di questi tempi non si sa mai - correrei a incidere non tre suoni, ma tre canzoni jazz che amo moltissimo. Quelle vorrei che fossero conservate per sempre". Woody Allen

Geniale come artista ( gli accordi), fallito nella vita( i disaccordi), ossessionato dalla grandezza di Django Reinhardt:questo è Emmet Ray, il leggendario musicista di cui Allen racconta la caotica esistenza nel film che dà il titolo a questo blog.

Naturalmente è bene accompagnare l'ascolto del grande Django Reinhardt con la visione del film di Woody Allen, Accordi e disaccordi, che ha come protagonista Sean Penn (grandi tutti e tre, ognuno a suo modo).

martedì 13 maggio 2008

Montaigne: "chi insegnasse agli uomini a morire, insegnerebbe loro a vivere"

giovedì 8 maggio 2008

Poesia di Santiago Montobbio

¿DE ¿DE PARTE DE QUIÉN?

En nombre de Dios abandonamos las señales en el aire.

Nos quedaba el vivir, el vivir sin trabas,

en nombre de nadie. No apostamos por él

(nosotros, jamás apostamos), pero éramos jóvenes

o tenían aún luz las palabras

de unos versos extraños

que el corazón cifraba.

La tarde era una niña a quien abrazábamos

riendo en la mañana falsa, y el alcohol

y su excitante plata, que luego fatiga y araña,

nos hacía andar sin camino, mas fuera de prisa.

Era dulce no tener principio y menos aún destino.

Era dulce estar en el aire, atravesar el tiempo,

ser el vivir que no sabe o sólo nace

cultivando cuerpos que dormían como naranjas buenas

tras los ojos.

Pero llegó la noche, última, terrible y sin aviso,

para segarnos las miradas y del amor dejar asfalto.

Fueron las ciudades un insomnio y cualquier alma

se hacía pequeña en sus estanques. Adiós y sangre,

adiós continuo los gestos, los verbos y los días.

No teníamos nada: ni cornisas torpes, ni palabras caducas,

sólo ciudad e insomnio, un cartón sin colores

para recortarnos en él y no tener padre.

Entonces mordimos el cartón y miramos al aire.

Qué buscábamos pájaros muertos lo saben:

un olor de mañana sobre una risa afable.

Quizá no debíamos, nosotros, los perdidos.

Pero lo hicimos, e intentamos que una lluvia volviera

sobre las derrotadas estancias, y para vivir nomás,

para vivir sin tener que hacerlo en nombre de nadie.

Hablo en plural para fingir no estar tan solo,

o quizá es que en esta noche ya soy todos.

(c) Santiago Montobbio

lunedì 5 maggio 2008

Dice un antico proverbio Zen: "I bambini vedono le montagne, gli adulti non vedono le montagne, i saggi vedono le montagne".

giovedì 1 maggio 2008






Anouk Aimée: c'è una mia amica che assomiglia, in modo vago ma sufficiente, a lei.
Potere dell'immaginazione .

Da "Manhattan" di Woody Allen


Le cose per cui vale la pena di vivere:


"il vecchio Groucho Marx tanto per dirne una,Willie Mays, Joe Di Maggio, il secondo movimento della sinfonia Jupiter, Louis Armstrong, l'incisione 'Potato Head Blues', i film svedesi naturalmente, 'L'educazione sentimentale' di Flaubert, Marlon Brando, Frank Sinatra, le incredibili mele e pere dipinte da Cézanne, i granchi da Sam Wo, il viso di Tracy".

mercoledì 30 aprile 2008


Ho finito da poco di leggere una raccolta di interviste a Stanley Kubrick ( "Non ho risposte semplici"): raccoglie interviste dal 1959 al 1987. Per chi è curioso di conoscere meglio la personalità di K. è una lettura abbastanza soddisfacente, sia per quanto riguarda, in senso stretto, la sua idea di cinema, sia per cogliere tratti più veritieri della sua dimensione interiore (al di là delle varie leggende ). Tra gli aspetti interessanti: la sua ammirazione per il cinema di Chaplin ( come cinema di contenuti ) rispetto al cinema di Ejzenštein ( cinema di stile , girato in modo meraviglioso ma "sciocco" per quanto riguarda i contenuti ), la dichiarata predilezione per soggetti preesistenti , cioè romanzi, racconti , insomma testi che, per particolari tematiche, attirassero la sua attenzione, l'importanza riconosciuta al montaggio, come caratteristica specifica del lavoro cinematografico, la convinzione che all'uomo fosse possibile, attraverso tecniche di ingegneria genetica, raggiungere l'immortalità, collegata alla sua opinione che molti dei problemi della condizione umana derivino dalla consapevolezza della mortalità; l'idea che l'opera d'arte, in genere, debba essere sempre "euforizzante e mai deprimente", capace di stupire e di rendere la vita " più piacevole o più sopportabile". Per concludere, una citazione: "Trovo che i film di Frank Capra siano meravigliosi. E vorrei che la vita fosse come uno qualsiasi di essi. E vorrei che tutti fossero come Jimmy Stewart. Ma non è così "( Stanley Kubrick ).